Un po’ di storia

Un po' di storia

Nel punto centrale dell’ex reame di Napoli, fra i confini nord della Lucania, le fertili pianure della Puglia e le falde del Vulture a sud-ovest, siede la città di Melfi.
Costruita sopra un suolo vulcanico, Melfi ebbe a soffrire vari terremoti, sebbene senza notevoli danni, ma quelli memorandi del 1851 e 1930, hanno lasciato segni indelebili nei cuori e nelle menti dei melfitani.
La città è dominata dal vento di Tramontana popolarmente detto “Vorje”, e quello di sud-ovest detto Ponente, e popolarmente Ventolone, (una torre del castello è denominata “dei sette venti”)

Il suo territorio propenso alle biade, legumi, frutta d’ogni specie, vigneti, oliveti, fertili pascoli, di copiose acque sorgivi e da boschi, offre al visitatore anche suggestivi panorami, i dolci pendii cangianti del Vulture, l’imponente Torre Campanaria, il Duomo, il meraviglioso Castello, le sue Porte, le sue antiche mura e le caratteristiche “trasonne” ovvero antiche viuzze che raccordano le vie principali del grande borgo medievale.

Melfi è un comune di circa 17.600 abitanti nella provincia nord di Potenza, terzo in regione per numero di abitanti dopo i capoluoghi Potenza e Matera, ha come sua peculiarità, all’interno delle mura, i borghi tipici dell’Alto Medio Evo.

"E se pure alcuna preferenza io fossi a dare, essa cadrebbe, non vi è dubbio su questa città di Melfi, la cui storia secolare è patrimonio di quanti siamo, a un tempo melfesi e italiani, su questa Melfi che vanto nostro avere a capo del circondario”

G. Fortunato Senatore, 1880

Melfi si colloca all’estremo nord della Basilicata, confina con le province di Foggia e Avellino, in un territorio collinare a 500 m s.l.m. ha una superficie di 205 kmq, parte del suo territorio è delineato dal fiume Ofanto che fa da crocevia tra Basilicata, Campania e Puglia, ed è visibile dalla sommità del Monte Lapis, così denominato da un pittore che nel suo girovagare alla ricerca di paesaggi ne rimase affascinato.
Ha un clima temperato freddo, con piogge irregolari perlopiù in autunno e inverno, con inverni rigidi e estati calde e secche.
La parlata locale, parte integrante dei dialetti meridionali, è fortemente influenzata dalla lingua francese e spagnola con alcuni elementi greci e albanesi, essendo una lingua romanza, quasi tutto il lessico deriva direttamente dal latino.