La festa della falconeria

La festa della falconeria si tiene ogni anno nel mese di Ottobre. Melfi diventa centro mondiale della caccia con il falco, grazie alla partecipazione di falconieri da tutta Europa.
L’intera cittadina sembra tornare indietro all’epoca di Federico II di Svevia, con spettacoli, cortei, dimostrazioni artistiche e sportive di ispirazione medioevale.

Nino Laviano, l’ideatore

Si iniziò a parlare di Falconeria e di seguito a praticarla, grazie ad un conterraneo, Nino Laviano, al rientro in terra natia dopo lunghi viaggi in Africa e Asia.
Le significative esperienze lavorative e culturali maturate fecero esplodere la sua profonda religiosità e gli valsero il riconoscimento in Scienza delle Religioni e diritto internazionale dalla libera “Accademia Internazionale” dei Templari di Roma.

Studioso federiciano, ricercatore di “momenti particolari” di storia patria, ideò ed organizzò la manifestazione “Invito a Corte” sulla Falconeria e la caccia col falco.
L’evento ottenne risonanza mondiale nel 1989, riportando dopo secoli l’epicentro della falconeria nella città di Melfi, e gli valse il premio “I Bronzi di Riace”.
Grazie alle sue iniziative Laviano ottenne anche la nomina di commendatore dell’Ordine dei Templari, nella Basilica di S.Apollinare in Roma dalla Curia capitolina.

Fautore con i dottori Tardioli e Pagano della prima versione italiana del codice vaticano 1071 del trattato “De arte venandi cum avibus” edito Mondadori presentato in prima mondiale alla fiera del libro di Francoforte e successivamente in prima nazionale italiana nel Castello Normanno-Svevo-Angioino di Melfi.

La sua passione per i falchi lo pose in una posizione di spartiacque come ultimo e primo falconiere del Vulture. Fu lui a fondare il Club dei falconieri in omaggio a Federico II e a stringere nuove amicizie con falconieri di tutto il mondo, in particolare con quelli arabi.

Un’inarrestabile malattia combattuta per anni ha spento la sua vita creativa, ma le sue rievocazioni ci hanno tramandato una passione immensa.
Si deve certamente alle sue dimostrazioni della caccia col falcone, secondo la scuola di Federico, la presenza a Melfi di ben tre associazioni di falconieri.

Descrizione della festa

L’evento si tiene ogni anno e precisamente l’ultimo week-end di ottobre, ed è così articolato:

Nel pomeriggio del venerdì si annuncia la manifestazione per le vie della città con i musici dell’associazione.

La mattina del sabato successivo si apre ufficialmente la manifestazione col raduno dei falconieri nel Castello del borgo antico e si visitano i campi di caccia.

Si aprono gli stand medievali di armi e armature, filatelia, pittura ed enogastronomici con passeggiate itineranti ed esposizioni di rapaci.

Non può mancare lo stand della Varolata realizzata dalla Pro Loco Federico II di Melfi.

Nei campi medievali allestiti in alcuni punti della città, è facile farsi affascinare da rievocazioni di vita passata e spettacoli anche in armi.

Pittoresca la rievocazione storica della partenza dell’Imperatore “Stupur Mundi” Federico II di Svevia con la sua scorta dalla Porta Venosina e arrivo al castello.

La giornata si conclude con l’annuale Convegno di Falconeria giunto alla XIX edizione e successivi spettacoli teatrali a tema.

La domenica mattina dopo il raduno, si riaprono gli stand e si tiene la benedizione dei falchi.
Solo dopo si parte per i campi di caccia dove si tengono le dimostrazioni di caccia con falco e gli spettacoli di falconeria.

Il Torneo Medievale degli antichi casati di Melfi coprende tre prove: il tiro con l’Arco, la Giostra Quintana e una dimostrazione nell’Arte del combattimento.

Il corteo storico rientra al Castello, dove si tengono spettacoli e danze per tutta la sera.
Chiude la manifestazione con la premiazione del casato vincitore del Torneo.

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