Itinerario delle Fontane

L’itinerario della nostra escursione inizia dal Piazzale della Stazione e prosegue verso il complesso sportivo S. Abruzzese.
Con una leggerissima pendenza si arriva al Primo incrocio con Crocifisso e Fontana Petrana dove un tempo si trovavano grandi estensioni di Uliveti di varietà Cima di Melfi e di vigneti di Aglianico, Moscato e Malvasia.
I vigneti vennero espiantati a causa della malattia che colpì l’intera Europa e ad oggi ben poco è rimasto di quelle estensioni rimpiazzate da uliveti e castagneti.

Con un cambio di pendenza più sostenuto si arriva in un’area pianeggiante. Lì sorge il secondo incrocio con Crocifisso ‘U ‘Bunneteur: un grosso masso di pietra lavica che i boscaioli utilizzavano come gradino all’ombra di castagni secolari. Il monumento è oggi posizionato più a monte della sua posizione originale di circa cinquecento metri.

Si raggiunge quindi il Bosco Lavianoe, l’ingresso principale alla tenuta di castagneti più estesa, curata e bella dell’agro di Melfi. Un’area di circa ottanta ettari che è ancora oggi area di custodia e prelevamento di innesti del marroncino di Melfi i.g.p, protagonista della saga della Varola.
Femmina Morta è una fontana il cui nome ricorda l’uccisione di una Brigantessa. Dei soldati Sabaudi, durante l’inseguimento di un gruppo di briganti, uccisero una donna nel tentativo di aprirsi un varco tra l’ostruzione di complici.

Verso Monticchio

Passando dalla Fontana dei Giumenti si arriva alla Fontana dei Piloni. Questa deve il nome dai piloni, appunto, della vecchia funivia che dalla cima del monte Vulture portava ai laghi di Monticchio, librandosi nel vuoto sopra castagni, lecci e cerri per circa cinquecento metri.
La linea in disuso da anni, è oggi oggetto di riqualificazione grazie anche al costituito Parco del Vulture, all’interno di un quadro più ampio e armonico di revisione dell’intera area Nord.

Fontana dei Faggi è immersa in una faggeta secolare e ha un’area pic-nic annessa.

L’itinerario della nostra escursione arriva all’Abbazia di S. Michele. Edificata dai Benedettini su una grotta naturale preesistente e intitolata all’Arcangelo Michele, è ad oggi una sede monastica degna di visita da tempo ristrutturata. Fa parte del complesso anche un Museo naturalistico.

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