Promozioni per gruppi cicloturistici

Gruppi cicloturistici

I gruppi di cicloturisti che prenoteranno per i week-end con un anticipo di almeno 48 ore potranno accedere a promozioni speciali.
Pacchetti completi di soggiorno ad un prezzo esclusivo:

110 € a coppia per notte

Nel prezzo sono compresi servizi dedicati come uso del garage, prima colazione, colazione salata lungo i percorsi e cena al rientro in Melfi. E’ sempre possibile accedere ai servizi supplementari messi a disposizione per i cicloturisti.

promozioni per gruppi cicloturisti

Calici Piangenti e Santi Contrari

Giacinto Cerone

L’opera di Giacinto Cerone è destinata per l’ampiezza dei temi indagati, per la grande capacità interpretativa e le clamorose intuizioni legata all’uso di tutti i materiali, a suscitare ampi interessi di studiosi, critici, artisti e collezionisti.

Essendo il suo “fare” in parte controcorrente, l’iter della sua affermazione avrà forse un andamento anomalo, con tempi dettati dalla complessità di un così vivo talento.

Biografia

Giacinto Cerone nasce a Melfi nel 1957 e si trasferisce giovanissimo a Roma, subito seguito dalla sua amata Angela. Nella città eterna, Giacinto si iscrive all’Istituto delle Belle Arti e lì rimane anche dopo gli studi per perfezionarsi.
Nell’incontro con la ceramica, ad Abisola nel 1991, egli trovò la sua strada di Scultore, e abbandonando le lucide memorie del passato, entrò in una ricerca frenetica di nuove frontiere.


Viene a mancare ai suoi cari e a quanti lo conoscevano, prematuramente nel 2004, aveva appena 47 anni.
Una vita straordinaria densa di lavoro, tanto da lasciare una traccia profonda nella scultura contemporanea.

L’opera

Cerone non è semplice una cronistoria perché non era nella sua indole mettere in fila e ordinare, essendo egli stesso caotico, elettricamente nevrotico ed istintivo.

La sua scultura era provocatoria e alla ricerca del suo stile.
Cerone rimase a lungo legato a quel Medio Evo lucano che incontrava spesso nella terra natale, la Basilicata, fra il prestigio bizantino e lo scarno romanico.
Una scultura chiara, vera e sincera in forme, materiali e colori.
Partito dal legno, passato da cemento, gesso e marmo, arriva a tanti materiali scovati e lavorati col suo stile, come plexiglas, moplen, vetroresina e polietilene.

Con la ceramica ostenta l’eccesso così che gli squarci, gli accumuli, i vortici, gli abbracci, i segni, le fiamme, i fiori e i colori trovino figura.
Forme, brandelli di corpi e materia si alternano ai colpi della spatola o della mano, alle ferite e agli strappi inflitti alla materia.
In una scala di energia, o forse di furore, esercitano una fine immatura e prossima e cerca con gli eccessi di esorcizzare la morte.

Calici Piangenti e Santi Contrari

Sapere che professionisti del settore abbiano curato una sua personale alla Galleria d’Arte Contemporanea di Roma, inorgoglisce e dà quella sferzata positiva nell’andare avanti.
Le recensioni dedicategli non hanno solo confermato il suo talento a quanti lo vedevano nel laboratorio in vico Neve, ma lo hanno innalzato agli onori.
Lui e i suoi Calici Piangenti sono entrati fra i grandi scultori classicheggianti.

Buona notte amico mio.

Il castello

Benvenuti nel castello di Melfi, uno tra i più belli, più grandi e più importanti castelli dell’ ex Regno di Napoli.
Tra i più belli perché da qualunque punto lo si guardi, ci appare maestoso innalzandosi dalla viva roccia, al culmine della collina cittadina a 531 m.s.l.m.

Il castello melfinato è davvero immenso. La legenda vuole che abbia da 365 stanze, una per ogni giorno dell’ anno.
Le sue antiche mura fortificate partono dai suoi fianchi e cingono tutto il Borgo Antico.

La sua imponente massa frastagliata, fatta di muri, bifore, torri e feritoie forma suggestivi giochi di luci ed ombre sempre diversi nelle varie fasi della giornata e crea atmosfere magiche e irripetibili, che ci riportano indietro nel tempo.
Sembra quasi di riveder l’ eterno Federico passeggiar sui bastioni, l’invincibile Guglielmo Braccio di Ferro respingere i nemici Bizantini.

Storia e struttura


Nell’odierno nucleo centrale si riconoscono i tratti dell’ originaria fortezza normanna, eretta nel 1041, su una preesistente rocca Bizantina, da Guglielmo Braccio di Ferro e ricostruita da suo fratello Roberto il Guiscardo.
A quell’epoca il castello doveva avere pianta quadrata con quattro torri angolari, inglobate nel ‘500 nel palazzo Baronale ed ancora riconoscibili.
L’ intervento architettonico più impegnativo, che ha dato l’attuale imponenza alle forme, va datato XIII sec. sotto Federico II prima e gli Angioini poi.
Federico ridette alla fortezza un ruolo rilevante nel regno e perciò volle adeguare il castello ad ospitare gli agi della corte e gli uffici dell’impero.
A questo scopo vennero costruiti intorno al nucleo originario una grandiosa doppia cortina muraria, nove poderosi torrioni a pianta poligonale e un profondo fossato tutt’intorno.

Alll’interno trovarono posto nuovi ambienti di servizio, affacciati su sette cortili: una nuova sala del trono, stalle, prigioni, cisterne, dormitori per le guarnigioni.

Nei secoli successivi Melfi con i suoi possedimenti passarono a importanti e nobilissime famiglie, quali gli Acciaiuoli ( 1350/1392 ), i Caracciolo ( 1416/1528 ) e infine i Doria ( 1531/1806 ).
In questo periodo il castello e’ oggetto di lavori volti a trasformarlo da fortezza inespugnabile in residenza  signorile.

Il castello oggi

I Doria lo donarono allo Stato Italiano nel 1950.
Dal 1976 e’ sede del “Museo Nazionale del Melfese ”, sebbene il restauro, ormai trentennale, ne limita  purtroppo la fruibilità.

Superando le guerre dinastiche prima, i terremoti catastrofici poi, la vetustà e l’imperizia dell’ uomo, e’ giunto a noi in tutta la sua spettacolare bellezza e imponenza, con quel particolare fascino misterioso che lo contraddistingue e la sua storia quasi millenaria che lo rende immortale e famoso in tutto il mondo!